Vini

Comte De Montaigne: Nella Côte De Bar

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Comte De Montaigne

Lo chiamano “l’altro Champagne”, per via della sua forte personalità e della marcata diversità rispetto agli Champagne della Vallée de la Marne, della Côte des Blancs e della Montagne de Reims, ossia delle zone ove si producono le etichette più blasonate e dove hanno sede le più grandi Maison.

Tra vino e storia dell’Oltrepò Pavese

L’Oltrepò Pavese è un territorio caratterizzato da un eclettismo che affonda le sue radici in una varietà di suoli, climi, pendenze, altitudini ed esposizioni che consentono a ogni uva di trovare il contesto più adatto per dare il meglio di sé.

Bollicine a Teano

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Rodrigo Abreu

Quattro bollicine, molto diverse tra loro ma legate da un triplo filo conduttore. Prima di tutto, un confronto di terroir: Sicilia, Marche, Veneto e Piemonte. In secondo luogo, un confronto di uve: tre autoctoni (Glera, Grillo, Verdicchio) e un classico assemblaggio da spuma (Pinot Nero e Chardonnay). Infine, un confronto di metodi di spumantizzazione: Martinotti-Charmat da un lato, Metodo Classico (Champenois) dall’altro.

Italia e Argentina si incontrano in un vino

Külli Kittus

Questa è la storia di tre amici romani, Giacomo, Roberto e Marco, che dieci anni fa partirono per un viaggio in Argentina, per percorrere la mitica Ruta 40, la strada che attraversa il paese da sud a nord, per cinquemila chilometri, parallela alla Cordigliera delle Ande.

Come valutare il potenziale di un vigneto?

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Courtesy of 4 Grapes

Il Castello di Cigognola, azienda dell’Oltrepò Pavese amministrata da Gabriele Moratti – figlio di Letizia e Gianmarco – e Gian Matteo Baldi, è stata fra le prime a credere all’agronomo friulano Giovanni Bigot quando dice che “un grande vino si fa in vigna” e, lo dimostra con un metodo di valutazione scientifico e innovativo che, prendendo in considerazione i fattori viticoli che hanno influenza diretta sulla qualità del vino – produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, età del vigneto – arriva alla produzione con un prodotto perfetto.

Franciacorta Le Marchesine: nobili millesimati

Zan/Unsplash

Dici Franciacorta e pensi alle bollicine. Ma non a bollicine qualunque: nel fazzoletto di terreno collinare che si trova tra il lago d’Iseo e la pianura padana, infatti, si producono bollicine tra le più nobili che si possano produrre in Italia, frutto di un legame profondo tra i produttori e il loro territorio.

Oltre 70 ettari di Barolo, qualità e grande capacità produttiva

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In alcune delle aree viticole italiane più pregiate, che sono anche fra le più conosciute in tutto il mondo, vigneti estesi per decine di ettari di proprietà di una singola persona o singola azienda, c’è n’è veramente pochi. Così, quando scopri che attorno a Barolo, c’è chi è proprietario, ed anche coltivatore, di oltre 70 ettari di vigna riservati a Nebbiolo da Barolo, beh, quasi non ci credi.