Il Ricettario dei Fotografi

 William Eggleston, Senza Titolo, 1976; dalla serie Election Eve; con la ricetta di William Eggleston “Cheese Grits Casserole” © Eggleston Artistic Trust, Courtesy Cheim & Read, New York.

William Eggleston, Senza Titolo, 1976; dalla serie Election Eve; con la ricetta di William Eggleston “Cheese Grits Casserole” © Eggleston Artistic Trust, Courtesy Cheim & Read, New York.

Alla fine degli anni Settanta il George Eastman Museum, il più antico museo del mondo dedicato alla fotografia e uno dei più antichi archivi cinematografici, aperto al pubblico il 9 novembre 1949 a Rochester, nello stato di New York, invitò un gruppo di fotografi di proporre le loro ricette preferite e di realizzare oppure fornire un’immagine d’accompagnamento con l’intento di pubblicare un manuale di cucina.

Athur Tress, Nursing the "Dog", Playland, San Francisco, 1964, con la ricetta Sweet and Sour Broccoli. © Arthur Tress 

Le ricette non deludono per niente: i Biscotti allo Zucchero di Robert Adams, Uova in Camicia alla Birra di Ansel Adam, l’arrosto di Richard Avedon, il Boršč, la zuppa a base di barbabietola originaria dell’Europa dell’Est, di Imogen Cunningham per citarne alcuni. Tra i fotografi coinvolti anche William Eggelston, Stephen Shore, Ed Ruscha

Neal Slavin, Frankfurters in Full Dress, 1978, con la ricetta Nylen’s Frankfurters in
Full Dress. © Neal Slavin

Il libro non è mai stato pubblicato e i materiali sono rimasti nella collezione del George Eastman Museum sin da allora. Oggi, oltre quarant’anni dopo, questo estensivo e particolare archivio di ricette e fotografie è stato editato e raccolto in The Photographer’s Cookbook da Aperture in collaborazione con il museo, per la prima volta. 

Stephen Shore, New York City, New York, September–October 1972, con la ricetta Key Lime Pie Supreme. © Stephen Shore, Courtesy of the artist and 303 Gallery, New York 

Un tuffo nella storia della fotografia tardo anni Settanta, alcuni artisti erano solo all'inizio della loro carriera e sono diventati poi delle celebrità dell'obbiettivo, ma anche un'inedito sguardo sul cibo, la famiglia, la casa trasportando il lettore dietro la macchina fotografica, nel cuore - spesso nello stomaco - di alcuni tra i più interessanti fotografi.