loader image

A cena da Leonardo e Warhol nella Cripta di San Sepolcro a Milano

Un viaggio emozionale dedicato a due mostri dell’arte, il genio del Rinascimento e il genio della serialità, che parte dalla Milano immaginata da Leonardo da Vinci (giunto a Milano nel 1482), per concludersi con la visione dal vivo di The Last Supper di Andy Warhol.
exc-5c8644efec212de659426f36

Cena al Museo

Ogni venerdì, dall’8 marzo al 28 giugno 2019, è possibile cenare all’interno della mostra immersiva “LEONARDO & WARHOL. The genius experience”, allestita presso la Cripta di San Sepolcro in occasione delle celebrazioni per i 500 anni della morte di Leonardo. Il format già consolidato “Cena al Museo” consente di degustare uno tra i menù proposti (di terra, di mare, vegetariani e vegani) mentre si visita un luogo di cultura, sentendosi a casa.

“LEONARDO & WARHOL. The genius experience”, è un viaggio emozionale dedicato a due mostri dell’arte, il genio del Rinascimento e il genio della serialità, che parte dalla Milano immaginata da Leonardo da Vinci (giunto a Milano nel 1482), per concludersi con la visione dal vivo di The Last Supper di Andy Warhol (1987). Il percorso esplorativo, inconsueto e originale, indaga il rapporto tra arte e fede, nel vero centro di Milano, quello della Cripta della chiesa del Santo Sepolcro.

Arditi accostamenti per cogliere il rapporto tra Arte e Fede

Quello che appare un ardito accostamento tra luoghi, opere e persone, tra la Cripta del Santo Sepolcro e la reinterpretazione dell’Ultima Cena di Leonardo operata dal padre della pop art, si rivela essere una sorprendente e feconda occasione di riflessione sulle ragioni che stanno alla radice del rapporto tra arte e fede cristiana. A patto di avere la “pazienza e l’umiltà di accostarvisi animati dal desiderio di capire, prima che di trovarsi confermati nel proprio “sapere già” – avverte Francesco Braschi, dottore della Biblioteca Ambrosiana”.

La Cripta di San Sepolcro, il vero centro di Milano

I sotterranei della Pinacoteca Ambrosiana accolgono il visitatore con musiche di grande suggestione e si colorano di evocative immagini proiettate con effetti a 360° a due passi dalla Cripta della chiesa del Santo Sepolcro, la più antica Chiesa sotterranea di Milano, che Leonardo da Vinci in una mappa del Codex Atlanticus indicava come il vero “centro della città”. Questo dato carica di ulteriore suggestione il racconto della Milano immaginata da Leonardo, in cui le due anime della città si intrecciano e si fondono fino a confondersi: quella innovativa e competitiva, che ha segnato e orientato lo sviluppo successivo della città, fino all’approdo della Milano dei grattacieli e del bosco verticale. E quella che si interroga sul mistero della vita e del mondo.

La Milano green e solidale di Leonardo

Quest’ultima viene rappresentata sia attraverso il tema dell’acqua, del rapporto con la natura e con la terra (simboleggiata dai tralci di vite che alludono alla Vigna di Leonardo nella Casa degli Atellani) sia attraverso i capolavori Vinciani della stagione milanese, dalla Vergine delle Rocce al Cenacolo, a simboleggiare la Milano solidale, dove il pane e il vino raccolgono la comunità attorno a un comune progetto da condividere.

Chiude l’itinerario immersivo The Last Supper di Andy Warhol, l’opera con cui il padre della Pop Art reinterpretò il Cenacolo leonardesco in occasione della sua ultima mostra presso il Refettorio delle Stelline nel gennaio 1987. “La mostra ebbe una risonanza globale, proprio mentre sul Cenacolo stava lavorando Pinin Brambilla Bacilon per un restauro ventennale di storica importanza. Due fatti che avevano rimesso il capolavoro di Leonardo al centro dell’attenzione del mondo. Oggi quel dialogo tra Leonardo e Warhol viene riproposto – spiega Giuseppe Frangi, curatore della mostra”.

Dietro la pop art spunta la religione

Andy Warhol, noto per le sue sgargianti serigrafie di Marilyn Monroe e la sua rappresentazione dello spirito commerciale americano (immortalato dall’iconica scena di Andy Warhol che mangia un hamburger nel suo film “66 Scenes from America”), era viceversa un uomo molto schivo che celava una profonda religiosità.

Nato da una famiglia di immigrati slovacchi, è stato allevato nel rito della chiesa rutena, una chiesa cattolica ma di spiritualità orientale e rito bizantino. La frequentazione a Pittsburgh della chiesta bizantina di San Giovanni Crisostomo, caratterizzata come tutte le chiese ortodosse dalla ripetizione seriale di icone a più livelli, influenzò molto il processo elaborativo dell’artista.

L’esperienza famigliare ne l’Ultima Cena di Warhol

L’Ultima Cena di Warhol è intrisa della sua esperienza personale e famigliare: entrò nella sua vita attraverso un piccolo libro di preghiere della madre, decorato con la riproduzione dell’Ultima cena di Leonardo. “The Last Supper”, opera giudicata dai più come una rivisitazione in chiave pop del capolavoro di Leonardo, sarebbe pertanto l’esito conclusivo di un percorso intimo che ha le sue radici in un senso di spiritualità e religione che l’artista nutrì a partire dagli anni dell’infanzia.

Oggi attraverso lo sguardo di Warhol “si capisce quanto sia a noi contemporaneo il genio di Vinci, conclude Frangi. È quello che il percorso cerca di proporre ai visitatori: conoscere la parabola milanese di Leonardo per capirne, grazie ad alcuni folgoranti spin off di Warhol, la portata universale”.

Leggi anche