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Il mondo del vino è in fermento, come il mosto

Anton Mislawsky

Tra positive previsioni di consumo e le ineludibili scelte dettate dalla sostenibilità, il mondo del vino è in fermento. Come il mosto. Alcuni elementi fanno infatti sperare in un futuro se non roseo di sicuro migliore del presente: il mercato è ancora vivo e vivace, pronto a cogliere al volo lo stimolo di una ripresa economica. Ma per altri versi le criticità legate all’emergenza sanitaria rendono incerte o nebulose le prospettive, soprattutto nel breve periodo. L’obiettivo di una viticoltura sostenibile sotto il profilo ambientale ed economico si deve confrontare con i problemi del lavoro e della redditività, che è il motore del sistema produttivo.

Una nota pubblicata da Coldiretti evidenzia peraltro che l’agricoltura italiana si colloca ai primi posti in Europa in materia di sostenibilità e attenzione all’ambiente. Il documento evidenzia inoltre il crescente ritorno al lavoro nei campi e in vigna, di giovani al primo lavoro e meno giovani indotti dalla chiusura delle loro attività, in altri comparti, a cercare una nuova fonte di reddito nel settore primario. Si tratta di una dinamica destinata a dare vita a scenari nuovi anche nel mercato immobiliare relativo alle zone rurali, che da sempre è penalizzato a vantaggio dell’edilizia urbana.

E tutto questo in linea con quanto ha dichiarato il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli a proposito dello strumento “Più Impresa”, concepito per favorire, su tutto il territorio nazionale, le operazioni di subentro e di sviluppo delle aziende a conduzione giovanile in ambito agricolo. Ma il ritorno in campagna dev’essere anche ospitalità. E il turismo può tornare a rappresentare il risvolto economico più stimolante per molte zone a trazione vinicola.