loader image

Siamo stati a Enozioni 2020

irene-kredenets-y4pj5f_oskw-unsplash-1
Irene Kredenets
Condividi questo articolo

Tra un gambero marinato e scrigni di foie gras, fagiano di mare e tatin di mela e altri piatti preparati da Augusto Tombolato, chef di PanEvo, il ristorante del The Westin Palace Hotel, per la cena di gala della terza edizione di Enozioni a Milano, organizzata da Ais Lombardia, si è arrivati a conoscere i nomi dei tre premiati di questo importante evento che confermato come il capoluogo lombardo per essere un punto di riferimento importante per il mondo del vino. I riconoscimenti, consegnati dalla madrina della serata, la conduttrice tv Tessa Gelisio e dal Presidente di AIS Lombardia, Hosam Eldin Abou Eleyoun, sono stati assegnati a Charlie Arturaola, Luciano Ferraro ed Elisabetta Foradori, tre profili professionali eterogenei ma che, in comune, hanno la straordinaria abilità di trasformare la narrazione del vino in un’esperienza emozionale. Infatti, Charlie Arturaola, è considerato uno dei dieci palati più influenti della storia moderna del vino americano, un uomo ammirato per la sua competenza e semplicità. Nel 2012 a Londra ha ricevuto il premio International Wine & Spirit Competition Comunicator Award, il riconoscimento internazionale più importante per questo settore. Luciano Ferraro, è caporedattore del Corriere della Sera; però i lettori del quotidiano milanese lo conoscono – e spero che lo ritengano anche un merito – come grande esperto di vino, oltre che efficace narratore di un mondo che non sempre è facile descrivere in modo che possa essere capito da tutti. Ferraro ci riesce e, ci prendiamo la licenza di una critica a chi premia qualcuno quando mette subito in evidenza i riconoscimenti personali ricevuti nel passato dalla personalità scelta, perché si potrebbe dare l’impressione che il premio è una conseguenza di tanti altri precedenti riconoscimenti. Ecco, secondo noi, nel caso di premi a bravissimi professionisti, non è proprio il caso di citare altri trofei, in modo da poter evidenziare che la scelta è un riconoscimento alla bravura di un professionista serio a prescindere da quello che fanno altri nel passato. E, infine, Elisabetta Foradori, che nel 1984 ha preso le redini dell’azienda di famiglia spinta da forte passione e amore per la propria terra, tanto che ha conquistato la scena dei posti che contano, con la caparbietà dimostrata nel recupero di un vitigno autoctono della sua zona, il Teroldego, realizzando un rosso da antologia, Granato.

I premiati a Enozioni 2020: Charlie Arturaola, Luciano Ferraro ed Elisabetta Foradori. (Foto Enozioni 2020).

Enozioni, poi, ai sommelier Ais, ai wine-lovers, giornalisti accreditati e curiosi, ha offerto un bellissimo giro del Bel Paese attraverso i suoi vini. Tant’è che la grande degustazione organizzata sempre al The Westin Palace Hotel, ha permesso di “incontrare” vini provenienti da tutta Italia; tanto per fare qualche nome, dai piemontesi Braida Giacomo Bologna e Bruno Giacometto ai lombardi Barone Pizzini e Fratelli Agnes, Nino Negro e Travaglino; dai veneti Astoria e Santi Agli altoatesini Cantina Merano e Cantina Nals Margreid; dai liguri Ca’ du Ferrà e La Carreccia ai romagnoli Tenuta La Viola e Vini Giovannini; dai toscani Fabio Motta e Fontodi agli umbri Famiglia Cotarella e Tenuta Bellafonte ai marchigiani Ciù Ciù Tenimenti Bartolomei E Oasi degli Angeli; dai campani Marisa Cuomo e Masseria Frattasi, Quintodecimo e Villa Raiano; nonché i pugliesi Cantine San Marzano, Conti Zecca e Gianfranco Fino fino ai siciliani Duca di Salaparuta e Firriato, Florio, Tasca D’Almerita e Valle dell’Acate per chiudere con i sardi Cantine Su’ entu e Tenuta La Sabbiosa, Unmaredivino e Vi.Te – Vignaioli e Territori.


Per l’Ais Lombardia, attraverso il suo presidente, Hosam Eldin Abou Eleyoun, sottolinea che “Enozioni a Milano rafforza il suo ruolo di riferimento nel panorama degli appuntamenti legati al vino nel capoluogo lombardo. Sin dall’esordio AIS Lombardia si è posta l’obiettivo di portare la kermesse ad un alto profilo emozionale, un momento in cui fare cultura del vino. Milano e la Lombardia sono diventati piazze strategiche nel mondo del vino. La nostra associazione ha assunto in questi ultimi anni il ruolo di ricettore delle tendenze, grazie ad una marcata presenza sul territorio lombardo, e si conferma sempre più punto di riferimento sia per le aziende che per i consumatori”. E, infatti, si è registrato il tutto esaurito al The Westin Palace Hotel, con oltre 2.000 presenze. Che oltre alla degustazione diciamo lungo lo Stivale, hanno avuto l’opportunità di conoscere – grazie alla bravura dei sommelier che hanno guidato degustazioni e masterclass, eccellenze come i vini internazionali prodotti nella Napa Valley e lungo il percorso del fiume Rodano, dal Bordeaux allo Champagne, dalla zona del Tokaij alle Langhe, per citare solo alcune delle aree a maggiore vocazione vitivinicola nel mondo. E, quindi, per il presidente, questo format è apprezzato dai wine-lovers ed è, oltretutto, sempre più rivolto all’infotainment del vino.


Condividi questo articolo