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La storia di Oscar.697, il Vermouth del terzo millennio

La storia di Oscar.697, il Vermouth del terzo millennio, è tutta da raccontare. Un mix di creatività e intelligenza, capacità tecniche e doti umane, voglia di percorrere strade nuove e rispetto per la tradizione.
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La storia di Oscar.697, il Vermouth del terzo millennio, è tutta da raccontare. Un mix di creatività e intelligenza, capacità tecniche e doti umane, voglia di percorrere strade nuove e rispetto per la tradizione.

L’intuizione che, nella Categoria Internazionale del Vermouth, vi fosse spazio per prodotti complementari a quelli proposti ai bartender dai grandi marchi, Stefano Di Dio l’ha avuta nel dicembre del 2012.

Il mondo va avanti, si è detto Stefano, e la mixology si evolve in continuazione: se è giusto rispettare i grandi marchi che hanno fatto la storia di un prodotto, non bisogna limitarsi a copiare i prodotti già affermati. Per questo, Stefano voleva un Vermouth che avesse un’identità propria che si affermasse in tutta la sua contemporaneità italiana.

Questo è l’inizio del progetto Oscar.697. Per prima cosa, Stefano ha cercato (e trovato), un professionista che gli desse credibilità di produzione del Vermouth. Ha scelto l’esperienza inarrivabile di Oreste Sconfienza, che produce Vermouth dal 1957, proprio nella zona in cui il Vermouth è nato: Calamandrana, frazione di Canelli, in provincia di Asti. Trovato il produttore, Stefano doveva arrivare alla propria ricetta esclusiva: un’evoluzione della tradizione, non una rottura nei confronti della categoria in cui rientra. Questo lavoro da equilibrista è stato affidato a un consulente a cui Stefano tiene molto: Oscar Quagliarini, bartender di professione, ora in attività principalmente a Parigi ma in realtà in giro per il mondo. Dopo tre mesi di prove su vari campioni rigorosamente top secret, ecco finalmente la scelta finale: il campione codificato con il numero 697.

OSCAR.697 significa il Vermouth di Oscar che ha ricetta esclusiva n°697

Trovata la ricetta esclusiva e avviata la produzione, Stefano Di Dio ha abbigliato il suo Vermuth con un packaging che richiamasse la contemporaneità e l’artigianalità italiana e al tempo stesso fosse adatto al mercato internazionale.
Per questo si è rivolto a David Caon, designer italoaustraliano di fama internazionale, il top nel suo settore. Con il suo stile inconfondibile ha realizzato una bottiglia dalle linee essenziali, impreziosita dalla satinatura del vetro che, unitamente al color porpora del Vermouth offre un risultato estetico finale molto vicino all’idea di contemporaneità metropolitana che Stefano ricercava. Tutti gli elementi caratterizzanti un classico Vermouth sono stati rivisitati, stilizzati e riposizionati nel retro-etichetta per alleggerire la parte frontale, in cui risalta esclusivamente OSCAR.697, il Vermouth contemporaneo. Il successo di OSCAR.697 Rosso ha aperto la strada alla presentazione di OSCAR.697 Bianco, nel dicembre del 2013. E dopo svariati mesi di lavoro e ricerca, nell’agosto 2014 Stefano Di Dio è riuscito a perfezionare la ricetta di quello che per lui è il top di tutti i Vermouth in miscelazione: l’Extra Dry.

Avendo scardinato molte delle regole della categoria, Stefano si è spinto in un territorio che è per tradizione monopolio indiscusso degli amici francesi. Seguendo il proprio stile, però. Il risultato è un innovativo Vermouth Extra Dry, appositamente creato per soddisfare i palati più esigenti e i mixologist più intraprendenti nel più classico dei drink: il Martini Cocktail. Oggi, la gamma OSCAR.697 è presente nei cocktail bar di nove paesi, oltre all’Italia. 

Più info su oscar697.com

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