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Una Festa per gli Occhi

Una Festa per gli Occhi

“La fotografia del cibo raramente riguarda il solo tema del cibo”, racconta Susan Bright. “Il cibo rappresenta lo stile di vita oppure una nazione, speranza o afflizione, fame o eccessi. Infine, il cibo non riguarda soltanto la questione del gusto, ma anche del Gusto con la “G” maiuscola - ovvero lo stile di vita a cui aspiriamo e la base della cultura stessa”. 

Laura Letinsky, Senza Titolo #49, 2002, dalla serie Hardly More Than Ever; da "Feast for the Eyes (Aperture, 2017) Courtesy l'artista e Yancey Richard Gallery, NYC

Laura Letinsky, Senza Titolo #49, 2002, dalla serie Hardly More Than Ever; da "Feast for the Eyes (Aperture, 2017) Courtesy l'artista e Yancey Richard Gallery, NYC

Il cibo è stato un soggetto prediletto nel corso della storia della fotografia, attraversa tutti i generi, arte e pubblicità inclusi. Feast For the Eyes, edito da Aperture, è la prima ricerca estensiva sulla ricca storia del cibo nella fotografia.

Martin Parr, Senza Titolo (Hot Dog Stand), 1983–85; da Feast for the Eyes (Aperture, 2017) © Martin Parr/Magnum Photos

Martin Parr, Senza Titolo (Hot Dog Stand), 1983–85; da Feast for the Eyes (Aperture, 2017) © Martin Parr/Magnum Photos

Attraverso immagini chiave, l’autrice Susan Bright esplora artisti pivotali e movimenti legati alla food photography per fornire un manuale essenziale dai pionieri della fotografia agli artisti contemporanei, tra i quali Roger Fenton, Nickolas Muray, Man Ray, Edward Weston, Irving Penn, Stephen Shore, Cindy Sherman, Wolfgang Tillmans, Nobuyoshi Araki e Martin Parr tra i tanti. 

In copertina Tim Walker, Self-Portrait with Eighty Cakes, 2008; from Feast for the Eyes (Aperture, 2017) © Tim Walker

 

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