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Moeche: le pepite di Venezia

Rebe Adelaida
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Sono così buone che vengono chiamate “le pepite di Venezia”! E, in effetti, si trovano solo nella laguna più famosa del mondo. Stiamo parlando delle moeche, termine che in veneziano significa morbide: una vera e propria prelibatezza gastronomica. Ma di cosa si tratta? Le moeche sono piccoli granchi che, due volte all’anno (in primavera e in autunno) e solo per pochi giorni, abbandonano il carapace, ossia il guscio, in attesa di una nuova corazza; pescate in questo momento si presentano quindi morbide e deliziose da gustare.

Le moeche fritte preparate dallo chef Marco Fossati del ristorante a’riccione di Milano.

L’allevamento e la pesca delle moeche sono praticati nelle zone lagunari vicino a Venezia, Chioggia, Burano, San Donà di Piave da esperti pescatori specializzati. Pescati con reti fisse, impiantate nei bassi fondali della laguna, i granchi pronti alla muta e quelli che muteranno nei successivi due tre giorni vengono destinati alla cucina, mentre i granchi che presentano un guscio già formato sono rimessi in mare.

Generalmente le moeche – che devono essere freschissime – si cucinano fritte, con una lieve pastella, e si mangiano intere, accompagnate dalla classica polenta bianca veneta. Le moeche sono molto buone anche bollite e condite con olio, aglio e prezzemolo.