Corsica: alla scoperta della Île de Beauté

Il Lac di Ninu, in Francia, in una fotografia di Arnaud Schildknecht.

Il Lac di Ninu, in Francia, in una fotografia di Arnaud Schildknecht.

Per coloro i quali (e sono tanti) vacanza è sinonimo di montagna, la Corsica sarà una meravigliosa sorpresa. Perché è proprio nel centro montuoso dell’isola che si cela il cuore pulsante dell’identità storica e culturale còrsa. Con un’altitudine massima di oltre 2700 metri (Monte Cinto), l’isola stessa può essere considerata una montagna sorgente dalle acque del Mediterraneo, in quanto comprende oltre 1500 cime! Tra le montagne più spettacolari vi sono il Monte Rotondo, secondo rilievo dell’isola, punto culminante del massiccio omonimo, il Paglia Orba, soprannominato “Cervino Còrso”, che si erge isolato sulla costa ovest, la celebri Aiguilles de Bavella (granitiche), il Monte Renoso e il Monte d’Oro. E, tra una montagna e l’altra, il territorio è disseminato di fitte foreste e pascoli, valli e altipiani, torrenti e cascate, oltre a zone coltivate a terrazze. Chi abbia energie e tempo sufficienti, può affrontare il celebre sentiero G20 che consente di percorrere tutta l’isola, da un capo all’altro, in una decina di giorni (dormendo in quota, nei rifugi).

Centro geografico e strategico per una vacanza montanara in Corsica è la cittadina di Corte. Dominata da un’austera cittadella del XV secolo circondata da spesse mura, vivace sede dell’unica università dell’isola e del Museo Regionale di Antropologia, la citta è anche simbolo degli aneliti indipendentisti dell’isola: nel XVIII secolo fu infatti la capitale dello stato indipendente fondato dall’eroe nazionale Pasquale Paoli, nato non lontano da qui.

La sua posizione particolarmente fortunata alla confluenza delle valli dei fiumi Tavignano e Restonica, due fra le più belle gole di tutta l’isola, la rende infatti la meta ideale per un particolare tipo di escursioni: il cosiddetto turismo fluviale consistente nel risalire a piedi il corso dei fiumi e dei torrenti, fermando a bagnarsi nelle loro acque o a mangiare vicino alla riva, all’ombra degli alberi.

La Valle della Restonica è percorribile in auto fino a un grande parcheggio in fondo alla valle (ovili di Grotelle) da cui si prosegue a piedi fino ai due bellissimi laghi di Melu e di Capitellu. La Valle del Tavignano è invece praticabile solo a piedi. L’intero percorso fino al Lago di Nino, al centro di una placida conca verde, richiede due giorni, con la possibilità di pernottare e rifocillarsi al Rifugio di Sega; l’impegno sarà ben ripagato dai meravigliosi paesaggi e da una natura in molti tratti selvaggia.

Per qualsiasi informazione riguardante questi e altri sentieri percorribili nella zona e, non meno importante, le condizioni meteo, ci si può rivolgere all’Ufficio del Parco Naturale Regionale, vicino all’ingresso della cittadella, a Corte.

La costa corsa in una foto di Joren.

La costa corsa in una foto di Joren.

Dal punto di vista gastronomico, Corte offre ottimi ristoranti, di cucina francese e tradizionale còrsa (più di terra che di mare), con un servizio accurato e un ottimo rapporto qualità prezzo:

E se si parla di montagna, il collegamento con il vino viene ancora più naturale. Cosa c’è di meglio, dopo una bella passeggiata, di un buon bicchiere di vino che valorizzi al massimo i piatti tipici Còrsi? E la Corsica, terra di sintesi tra Francia e Italia, patrie mondiali del vino, offre prodotti davvero eccellenti.

La posizione geografica, tra Sardegna, Toscana e Liguria, fa sì che anche in Corsica si coltivi, soprattutto a settentrione, il bianco Vermentino, dal sapore secco e fresco al tempo stesso. In prossimità della costa occidentale, tra Calvi e Propriano, troviamo due vitigni rossi: lo Sciacarellu, dal quale si ricava un vino amabile, rosso, dal sapore morbido e vagamente speziato, e il Minustellu, che dà un vino non troppo alcolico, dal sapore fresco e fragrante. Il principale vitigno dell’isola è però il Nielluccio, uva a bacca rossa, molto corposo, correttamente tannico, con livello medio-alto di acidità e di grado alcolico. Si trova prevalente mente nella zona di Patrimonio. Infine, chiudiamo con un’altra sorprendente contaminazione italo-francese: l’Aleatico. Vino dal sapore spiccatamente dolce, in Corsica viene prodotto dalle parti di Bonifacio e Porto Vecchio.

Tra le specialità alimentari più diffuse nell’interno della Corsica va al primo posto il Brocciu, un formaggio bianco, di pecora o di capra, tenero, da consumare da solo o utilizzato in una infinità di piatti come zuppe, omelette, lasagne. Poi c’è una ricca charcuterie, che comprende il prisutto (prosciutto essiccato per 18 mesi), il figatellu (salsiccia di fegato al vino) e il lonzu (filetto di maiale conservato sotto uno strato di grasso). Uno dei grandi cavalli di battaglia della cucina Còrsa di montagna è il Civet de sanglier, ricetta in cui il cinghiale selvatico è preparato in casseruola con carote, castagne, finocchio, aglio, cipolle. Inoltre, da provare è Vitello alle olive. Tra i dolci tipici il Fiadone, sformato di brocciu e limone.

 

12 Agosto 2019

 

Testo   Giorgio Vizioli
Foto   Arnaud Schildknecht
  Joren

 

 

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