Che sapore avrebbe un film se fosse un cocktail?

Dai Manhattan di “A Qualcuno Piace Caldo” preparati dalla Monroe in una borsa dell’acqua calda scaldaletto come shaker, nell’iconica scena del treno, agli Orange Whip (“Un Orange Whip? Orange Whip? Tre Orange Whip”) in “The Blues Brothers” – i cocktail sul grande schermo spaziano dal blockbuster al classico cult, dal bianco e nero all'ultra HD. La relazione tra i cocktail e il cinema ha radici molto profonde. Pensate al French 75 in “Casablanca” e i Martini dell’agente 007. Tutto è iniziato nel periodo d'oro di Hollywood quando gli spettatori sono stati introdotti per la prima volta a personaggi con la giacca bianca e il cravattino nero come Sascha, il bartender di “Casablanca”. Fin da subito, cocktail e cinema hanno dimostrato un reciproca attrazione introducendo momenti memorabili. Ancora oggi, con i protagonisti dell'hard-drinking della generazione Netflix, i cocktail conservano un rapporto intenso con le immagini in movimento.

Il nuovo libro di Tim Federle “Gone with the Gin” – il titolo è un chiaro riferimento a “Via col Vento” – celebra la storia del cinema. Scritto con il talentuoso Cody Goldstein, fondatore di Muddling Memories, una società di consulenza per cocktail artigianali e bar di New York, nel libro sono presenti anche utili sezioni sugli strumenti, le tecniche e persino alcune divertenti ricette di cibo per stravolgere le serate sul divano davanti a un film.

Per “Gone with the Gin”, Federle ha iniziato dalla lista dei 100 film più importanti di tutti i tempi dell'American Film Institute per cercare i titoli adatti ai cocktail. Così “White Christmas” – il musical americano con Bing Crosby e Rosemary Clooney uscito al cinema nel 1954 – unito al White Russian – il celeberrimo cocktail con vodka e panna – diventa il White Russian Christmas. In seguito, insieme a Goldstein, Federle ha cercato il modo di modificare le ricette per abbinarle ai film. Per il White Christmas Russian, la ricetta classica (vodka, liquore al caffè e panna) ha avuto un tocco stagionale di vodka, creme de menthe, liquore al caffè, zabaione e infine zucchero di canna come guarnizione. Per gli appassionati de “Il grande Lebowski” che non si può non nominare quando si parla del White Russian, non vi preoccupate, potrete cimentarvi nel “The Big Le-Brewski” a base di vodka, caffè e crema di cocco in onore del Drugo.

Cinquanta ricette organizzate per genere – dramma, fantascienza, thriller, musical – sono accompagnate dalle divertenti motivazioni dell’autore. I cocktail non sono solo abilmente intitolati, ma hanno anche legami astuti con i film. Per esempio, il tè all'ibisco nel cocktail “Boozy and the Beast” echeggia le rose nella storia de “La Bella e la Bestia”, il capolavoro d’animazione Disney del 1991.

Finalmente, una di queste sere, mentre sorseggerete un Long Island E.T., potrete cercare di rispondere alla domanda: che sapore avrebbe un film se fosse un cocktail?

 

16 Gennaio 2018

 

Testo   Charlotte Astor
Illustrazioni   Lauren Mortimer

 

 

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