loader image

A Milano apre Mercato Centrale

Condividi questo articolo

Se non fosse arrivato il Covid, invece dell’inaugurazione, oggi Umberto Montano, ideatore del progetto Mercato Centrale, avrebbe potuto invitare operatori economici e giornalisti per presentare un primo bilancio del Mercato di Milano “il nostro progetto più grande e impegnativo di sempre, oserei dire quello più ambizioso”. Invece il progetto Milano, che arriva dopo quello di Firenze, Roma e Torino, prende l’avvio il 2 settembre e con una presentazione istituzionale di alto livello, visto che Montano, insieme a Tommaso Sacchi, assessore alla cultura di Firenze, coordinerà un incontro a cui interverranno i sindaci di Milano (Giuseppe Sala), Firenze (Dario Nardella), Torino (Chiara Appendino) e, per quello di Roma, Andrea Coia (assessore allo sviluppo economico) oltre ad Alberto Baldan (amministratore delegato Grandi Stazioni Retail), Alberto Torsello (progettista del Mercato), Alessio Bertallot (direttore artistico radio Mercato Centrale) e l’artista e fotografo Maurizio Galimberti. 

Dopo il convegno di rito seguirà il giro fra le botteghe distribuitesu due piani, in uno spazio di oltre 4500 mq nello storico edificio della Stazione Centrale per offrire ai milanesi e ai suoi visitatori l’energia da rimettere in circolo, insieme alla voglia di stare insieme. Anche perché, aggiunge Montano “questo di Milano è il più fedele al mio immaginario ideale che lo vuole ispirato all’antico mercato medievale. Un luogo di scambio molto articolato fra commercio e comunità, in cui fare acquisti e socializzare andavano di pari passo”. Un posto dove si può fare tutto, proprio perché è il mercato. 

I volti di questi 29 dispensatori di grande bontà, sono quelli del toscano Fausto Savigni, allevatore di Pavano Pistoiese, che propone solo carni e salumi provenienti dai suoi allevamenti. La Chianina della Tenuta La Fratta di Enrico Lagorio, storica azienda agricola in cui fu selezionata la preziosa razza bovina. Il Girarrosto al fuoco di legna di Alessandro Baronti per polli allevati a terra e alimentati con granaglie. Giacomo Trapani, nella bottega di bollito e lampredotto offre il meglio dell’antica tradizione toscana, con piatti-simbolo quali la guancia e la ribollita. Mentre Joe Bastianich firma l’autentico American barbecue, in puro stile americano, con un’area dedicata ad un’accurata selezione di vini prodotti dalla sua azienda.  

C’è Davide Longoni, il primo panettiere agricoltore perché produce in proprio il grano e al Mercato ha allestito un vero e proprio mulino la cui produzione sarà visibile a tutti. Poi il grande Maestro pasticcere Vincenzo Santoro, che con la sua pasticceria Martesana ha conquistato il palato dei milanesi. Al Mercato, però,ci sono anche i gusti della pasticceria meridionale con Sabato Sessa di Ottaviano. Nel mondo del dolce un capitolo a sé meritano il gelato e il cioccolato, espresso attraverso l’esperienza torinese di Riccardo Ronchi e Edoardo Patrone del “Mara dei Boschi di Torino” che sono sempre alla ricerca del gusto perfetto.

L’offerta milanese di Mercato Centrale trova la sua completa espressione del fare la spesa con l’apertura del primo mercato biologico. A riempirlo, la qualità dei prodotti 100% biologici del cremasco Tommaso Carioni, un modello di imprenditoria agricola dal 1920, dove tutto viene prodotto a ciclo chiuso, dalla coltivazione dei foraggi all’allevamento di bovini da latte, dalla trasformazione casearia alla vendita diretta dalla fattoria al consumatore. Il succo fresco di Cesare Cacciapuoti e Nicolò De Gregorio rappresenta un’altra area green da non perdere. La bottega del tartufo di Luciano Savini è presente dalla prima apertura del Mercato a Firenze nel 2014. Il riso di Sergio Barzetti, tra le sue preparazioni di risotti, offre anche il piatto meneghino per eccellenza allo zafferano. La pizza è quella di Giovanni Mineo e Simone Lombardi di Crosta, mentre la pasta fresca è dei fratelli Michelis, che portano avanti la tradizione di famiglia avviata dal nonno Mario nel 1919 in un piccolo laboratorio sul retro di un’osteria a Mondovì, in Piemonte. La gastronomia genovese di Marco Bruni porta il suo U-Barba dentro al Mercato con piatti come farinata di ceci, focaccia di Recco, sarde ripiene fritte e al forno e le immancabili trofie al pesto. I ravioli cinesi sono di Agie Zhou, il primo cinese a Milano a perseguire la strada della filiera corta e della qualità certificata e l’utilizzo della carne del macellaio milanese Walter Sirtori. 

Siccome Milano vanta il mercato ittico più importante d’Europa, non poteva mancare all’interno del Mercato Centrale una grande area dedicata proprio al pesce. Un tributo che esalterà il primato cittadino con uno spazio di circa 1000 mq e un’enorme vetrina espositiva, affidata alla pescheria Pedol, fiore all’occhiello della tradizione ittica milanese dal 1929. Nel Mercato del Pesce c’è anche un fish bar affidato al cuoco emergente Jérémie Depruneaux, di soli 24 anni, che stupisce con la sua grande abilità nella lavorazione del pesce crudo; nonché i fratelli Piero e Luca Landi del ristorante Rendez-Vous di Marciana Marina con il pesce cucinato al carbone vegetale. E, infine, l’enoteca, firmata da Tannico.

Il Mercato, oltre che cibo è, soprattutto, socializzazione, punto di incontro e di riferimento per la città, incubatore di progetti culturali. Per questo sono presenti molte attività non direttamente legate alla somministrazione e vendita di cibo. Come la scuola di cucina; il laboratorio radiofonico; Rosalba Piccinni, canta-fiorista jazz già conosciuta dal pubblico milanese per il suo Potafiori, con la bottega “le piante e i fiori” animata con le flower designer munite di carriole per vendere fiori e piante à-porter. A completare il Mercato, un’area interamente dedicata agli eventi, ai dibattiti, agli incontri, presentazioni di libri, piccole esposizioni di arte, laboratori culturali per adulti e per bambini. 

Dal 2 settembre, a Milano, prende vita una vera e propria piazza nella piazza, un punto di riferimento per chi ama e sceglie il buon cibo, in un dialogo costante con la comunità per nutrire tutti i giorni anima e corpo e restituire al pubblico la gioia di vivere.


Condividi questo articolo