Il Bio è Qui Per Rimanere

 Foto di Nacho Domínguez Argenta

Foto di Nacho Domínguez Argenta

Per molti è ancora considerato di nicchia, ma una cosa è certa: il vino biologico non è più una moda. Anzi è una conferma dello stretto legame con il territorio e la sua tutela ambientale, sociale ed economica.  Sono ben 74, quest’anno, le aziende, italiane e straniere, presenti alla quinta edizione di VinitalyBio, la sezione di Vinitaly dedicata al vino biologico certificato prodotto in Italia e all’estero, realizzata in collaborazione con FederBio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica).

Il trend è molto lineare: a una domanda in crescita regolare corrisponde un aumento della produzione. L’Italia è il primo produttore al mondo di vino biologico certificato: circa 500 milioni di litri, pari all’1% della superficie vitata totale del nostro paese. Nel 2016 le vendite sono ammontate a 275 milioni di euro, con una crescita del 34% rispetto all’anno precedente, di questi, 192 milioni sono il valore del vino esportato (+40% sul 2015, mentre il progresso sul mercato interno è stato del 22%).

 Vinitaly

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Una tendenza destinata a consolidarsi: non è un caso infatti che grandi territori vocati e aziende di primaria importanza si orientino senza esitazioni verso la produzione di vino biologico certificato. Per questi motivi, le aspettative sono positive, come positivo è il bilancio dei quattro anni di VinitalyBio, che ha contribuito a dare identità al vino biologico certificato, delimitandone gli ambiti e aggregando le aziende.

Durante Vinitaly è stato organizzato anche il Convegno “Vini Bio, questione di etichetta. Quali garanzie per un'informazione chiara e trasparente al consumatore”, che è diventato per gli operatori del settore un appuntamento per riflettere su prospettive e problematiche del comparto. Molti i buyer esteri, in particolare da Stati Uniti, Giappone e Cina. Inoltre, per dare spazio anche ai vini biologici di altri produttori presenti in fiera, è sempre attiva l’Enoteca di VinitalyBio, che propone le etichette, sempre più numerose, delle cantine che hanno fatto questa scelta produttiva.

Giorgio Vizioli