Il passito unico, nato dall’Incrocio Manzoni

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È passato quasi un secolo da quando il grande enologo veneto Luigi Manzoni, assieme all’altrettanto illustre collega piemontese, Giovanni Dalmasso, diede vita ai due vitigni, uno rosso e uno bianco, che presero il suo nome: Incrocio Manzoni, per l’appunto. Negli anni a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, infatti, i vigneti europei erano stati quasi interamente distrutti dalle epidemie di fillossera, un insetto che attacca le radici delle viti, provocandone la morte. Di fronte a tanta devastazione, la scienza volle reagire da par suo: si cercò così, attraverso incroci effettuati in laboratorio e sul campo, di creare nuove uve, più forti, che potessero resistere agli attacchi del parassita.

L’Incrocio Manzoni bianco - identificato con il codice 6.0.13 - è il frutto dell’incontro tra Riesling Renano e Pinot bianco: ne è risultata un’uva di grande pregio, che è considerata autoctona delle terre di quella che fu la Serenissima Repubblica di Venezia. I suoi vini - sapidi, eleganti e di buon corpo - esprimono appieno la sintesi del corredo aromatico e gustativo dei nobili vitigni dai quali sono originati.

Ma la Cantina Ornella Bellìa di Pramaggiore (Venezia), che dai primi anni Cinquanta, attraverso tre generazioni, ha fatto della ricerca delle qualità la propria missione professionale, ha voluto realizzare qualcosa di diverso da tutti gli altri: è nato così “Pensiero d’Amore”, un passito di Incrocio Manzoni 6.0.13 IGT Veneto in purezza, che è un vero piccolo capolavoro.

Vendemmiate insieme a tutte le altre uve destinate alle versioni tradizionali, nella seconda decade di settembre, i grappoli riservati alla produzione di questo vino sono lasciati appassire dolcemente per qualche tempo, prima di essere vinificati, in modo da aumentare il loro patrimonio zuccherino.

Il vino che ne risulta è di un bellissimo colore giallo, intenso e brillante al tempo stesso, impreziosito da riflessi d’oro puro.

Meravigliosamente ricca la gamma aromatica, dove la frutta tropicale matura si unisce a suadenti note agrumate, per sfociare in un finale di grande intensità, con sentori di miele e fiori su uno sfondo vanigliato.

Al palato, “Pensiero d’Amore” mantiene ciò che ha promesso al naso: il gusto è dolce e vellutato, sapido e raffinato, armoniosamente equilibrato tra la dolcezza e una leggera, fragrante acidità, con una persistenza piacevole e duratura.

Naturalmente è un ottimo abbinamento per dolci, anche a base di creme, ma anche per formaggi saporiti, in particolare erborinati.

 

15 Luglio 2019

 

Testo   Vinicio Biancuzzi

 

 

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