Progetto F, il Merlot da collezione

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F: è la sesta lettera dell’alfabeto ma è anche, soprattutto in questo caso, il nome di un’idea divenuta realtà. Ed ecco il nome completo, Progetto F. Si scriveva di un’idea; un progetto pensato (siamo agli inizi del 2015), voluto e realizzato da Nico Rossi, vulcanico ed estroverso proprietario insieme alla moglie Maria Teresa di Gualdo del Re. Siamo nel cuore della Maremma Toscana, di fronte all’Isola d’Elba e a pochi chilometri dal mare, a Suvereto: qui, in una terra naturalmente votata a vini di importante corpo e struttura hanno casa, cantina (9 le etichette di Gualdo del Re tra rossi, bianchi e rosati) e vitigno l’azienda vinicola e l’agriturismo di Nico e Teresa. F come famiglia, F come “five” (la quinta generazione della casa vinicola), F come fiasco, quello antico ma mai dimenticato, e ancor oggi iconico in tutto il mondo, di Chianti. Progetto F però è Merlot di livello superiore annata 2015 (l’enologa di Gualdo del Re è Barbara Tamburini, figura di spicco nel mondo del vino), che non poteva certo accontentarsi di una bottiglia “normale”, per quanto bella, immediatamente riconoscibile e classica.

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Anche da qui è partita l’idea divenuta realtà: creare qualcosa di unico, un vino speciale e pluripremiato (Gualdo del Re è sinonimo di Merlot) in una bottiglia, da un litro, in luogo dei tradizionali 75 cl., pensata e realizzata appositamente dalla celebre vetreria Carlo Moretti di Murano. E’ un’opera d’arte in cui i soffiatori del vetro hanno reinterpretato, elevandolo ancor di più, il classico e celeberrimo fiasco toscano. Uno dei segreti dell’arte del vetro veneziana è la combinazione in diversi colori e strutture in una sola soffiatura: aiutati solamente da stampi intagliati a mano si soffiano originali pressoché identici in tre colori. Forme eleganti unite a tecnica rigorosa: il vetro è infatti chiamato a sostenere la pressione necessaria all’applicazione del tappo, realizzato appositamente per Gualdo del Re in Portogallo, che permette l’ermetica chiusura della bottiglia. In più, ogni tappo è coperto da una polizza assicurativa che prevede il risarcimento dell’eventuale bottiglia difettosa, ovviamente dopo un’analisi del tappo ammalorato.

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Anche nel packaging nulla è lasciato al caso, realizzato com’è in un unico blocco di frassino lavorato a mano, così come non è presente alcuna etichetta: è stata infatti scelta un’incisione in rilievo sullo stesso vetro. Sono solo 2000 le bottiglie di Progetto F, e si possono prenotare unicamente on line sul sito project-f.wine; la priorità della prelazione permetterà di scegliere il numero che l’acquirente desidera. Numero che verrà inciso a mano, con un’operazione che sarà visibile in diretta streaming direttamente dal caveau che ospita le bottiglie di Progetto F.

 

10 Aprile 2019

 

Testo   Andrea Matteucci
Foto   Gualdo del Re

 

 

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