Marcus Nilsson sulla fotografia, il cibo e l'importanza dei dinner party

 © Marcus Nilsson

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Arrivato a New York dalla Svezia come sous chef, presto passa definitivamente dalla cucina alla macchina fotografica. Con un approccio non convenzionale Marcus Nilsson non si limita al cibo, cattura anche nature morte e ritratti con la stessa creatività.

Quando è iniziata la tua passione per la fotografia? Ti eri prefissato di diventare, nello specifico, un fotografo di cibo professionista?

Mi sono appassionato alla fotografia durante gli anni di studio di Arti Visive e Pittura, circa 17 anni fa. Ho scoperto la fotografia durante la scuola d’arte anche se il mio focus era su pittura e disegno. Non avevo nessun piano o interesse a diventare un fotografo di cibo, volevo fare il pittore. La fotografia in bianco e nero e camera oscura erano parte dei mei corsi, mi sono innamorato della fotografia e ho cambiato subito corsi abbandonando completamente pittura e disegno. Non avevo mai immaginato di dedicarmi alla fotografia di cibo, scattavo molti ritratti e reportage. Però siccome sono sempre stato appassionato di cibo e in passato ho lavorato come chef, è stato naturale incorporare il cibo qua e là, senza mai diventare il protagonista assoluto, sempre con un ruolo minore.

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In che modo il cibo influenza la tua vita e il tuo lavoro?

Organizzo molti dinner party a casa mia, cibo e vino è il modo migliore per ritrovarsi con gli amici. Amo ritagliarmi del tempo per organizzarmi e cucinare con per gli amici. Recentemente ho comprato una casa a Brooklyn, trovare una casa dove poter cucinare e intrattenere i miei ospiti era fondamentale.  La prima cosa che ho fatto è stata proprio buttare giu i muri e creare, al primo piano, un unico spazio aperto dove poter cucinare e condividere i pasti con i miei ospiti. La cucina è il cuore dell’edificio.

Sappiamo che hai lavorato come sous chef in passato, quanto del tuo background in questa professione è importante nel tuo lavoro come fotografo?

Lavoro con fantastici chef e cuochi e avere le conoscenze e comprendere a fondo questo mondo aiuta a comunicare e a capirsi reciprocamente. 

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Lavorare come food photographer ha cambiato il tuo approccio al cibo in qualche modo?

Sono sempre stato un appassionato di cibo, e il mio approccio a questo è sempre in cambiamento. In quanto fotografo di cibo ho l’opportunità di viaggiare il mondo, incontrare persone e provare cibi e culture diverse, il che, credo, stia ampliando ulteriormente il mio approccio. 

Ci sono degli artisti che ti ispirano?

Gerhard Richter, Luc Tuymans, William Eggleston. 

 © MarcusNilsson

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Tu lavori sia in studio che all’aperto, hai differenti approcci in base a dove ti trovi?

Credo che l’approccio sia molto simile. Non uso mai troppa attrezzatura, credo che più camere, lenti e luci hai a disposizione e meno riesci a concentrarti sull’immagine che vuoi ottenere.

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Il tuo account instagram è molto popolare. Che ruolo ha lo smartphone nel tuo lavoro?

Io facevo il fotografo prima che esistessero le fotocamere nei cellulari. Il mio instagram è iniziato come un diario, personale, non ho capito quando è diventato così popolare. Al giorno d’oggi non ci presto neanche troppa attenzione, instagram non è importante per me. Amo scattare foto con l’iPhone e ancora lo uso come un diario senza però il bisogno di pubblicare quelle immagini. Inoltre ho davvero una pessima memoria, fotografare mi aiuta a ricordare le cose.

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Hai qualche consiglio per aspiranti fotografi lì fuori?

Seguite il vostro istinto, siate originali, siate diversi, ci sono troppi fotografi mediocri nel mondo. Se volete concentrarvi sul cibo, non guardate le fotografie di cibo professionali per ispirazione, ci sono moltissime altre risorse e fonti. La fotografia, in fondo, consiste nel vedere.

 

4 Gennaio 2018

 

Testo   Alberto Greifen
Foto   Marcus Nilsson

 

 

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