In Italia e nel mondo, lo Champagne è sempre di moda

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Con quasi sette milioni e quattrocentomila bottiglie, l’Italia si conferma al quinto posto tra i paesi importatori.

C’è una certezza nel mondo del vino, in Italia e nel mondo: lo Champagne non passa mai di moda. Lo confermano i dati sulle spedizioni di bottiglie relativi al 2018 che, come ogni anno, sono stati comunicati dal CIVC (Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne, ossia l’organismo consortile al quale fanno capo le maison e i récoltant impegnati nella produzione delle preziose bollicine).

Anzi: nel corso dell’anno passato, con 4,9 miliardi di euro il giro d’affari globale dello Champagne ha fatto segnare un nuovo record: + 0,3% rispetto al 2017! E anche l’Italia, che per fatturato occupa la quinta posizione tra i mercati di esportazione, conferma una crescita a valore del 4,2% rispetto all’anno precedente e un giro d’affari di 158,6 milioni di euro (tasse escluse, franco cantina). Stabili i volumi, con 7.362.506 bottiglie.

La prevalenza del fattore valore sul fattore volume conferma la validità di una strategia basata per l’appunto sulla valorizzazione, di fronte a un’accesa competizione mondiale nel campo delle bollicine, del patrimonio più prezioso, leggendario e inimitabile dello Champagne: le Cuvées, i Millesimati e in generale i prodotti di fascia alta e altissima.

Nel 1735, Jean-François de Troy, pittore alla corte di Luigi XV, riceve un incarico dal re: dipingere un pranzo borghese dell'epoca, durante il quale gli ospiti si nutrono con entusiasmo di ostriche. Ma l'interesse principale di quest'opera, esposta al Museo di Chantilly, deriva dal fatto che si tratta della prima rappresentazione dello Champagne nella storia dell'arte.   GUARDA LA GALLERY

Nel 1735, Jean-François de Troy, pittore alla corte di Luigi XV, riceve un incarico dal re: dipingere un pranzo borghese dell'epoca, durante il quale gli ospiti si nutrono con entusiasmo di ostriche. Ma l'interesse principale di quest'opera, esposta al Museo di Chantilly, deriva dal fatto che si tratta della prima rappresentazione dello Champagne nella storia dell'arte. GUARDA LA GALLERY

Analizzando il quadro dal punto di vista generale, quindi i volumi fanno segnare un leggero calo: -1,8%, su una produzione totale di 301,9 milioni di bottiglie. In particolare, Francia e Regno Unito, i cui mercati insieme rappresentano il 60% delle vendite totali, vedono i loro volumi diminuire del 4%.

Fuori dall'Unione Europea la domanda è più dinamica, soprattutto in mercati come Stati Uniti (23,7 milioni di bottiglie, +2,7%), Giappone (13,6 milioni di bottiglie, +5,5%) e l’area cinese (Cina, Hong Kong, Taiwan: 4,7 milioni di bottiglie, +9,1%). Dopo un'evoluzione molto sostenuta negli ultimi 10 anni (+134%), l'Australia ha registrato un leggero calo (8,4 milioni di bottiglie, 1,8%), anche a causa di un tasso di cambio meno favorevole.

Altri Paesi confermano il loro potenziale: Canada con 2,3 milioni di bottiglie (+4,8%), Messico con 1,7 milioni di bottiglie (+4,3%) e Sudafrica, che supera per la prima volta il milione di bottiglie e segna un significativo incremento del 38,4%.

Il CIVC ha anche accennato alla vendemmia 2018, che dal punto di vista agronomico si è rivelata di un livello qualitativo elevatissimo: e questo è garanzia per i grandi Champagne, anche nel prossimo futuro.

 

16 Giugno 2019

 

Testo   Giorgio Vizioli

 

 

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