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La riscoperta della Torta Paesana

La scelta perfetta per fine pasto, merenda e colazione.

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Gaelle Marcel

Dolce tipico della più antica tradizione contadina, da alcuni anni è salito alla ribalta, affermandosi come un ‘must’, con interpretazioni sempre più raffinate e creative, nei menù di molti ristoranti. Alcune cremerie la propongono addirittura in versione gelato. 

La sua diffusione è ancora relativamente locale, ma quando lo sbarco nella ristorazione e nelle pasticcerie milanesi sarà consolidato, di sicuro la sua fama uscirà dai confini lombardi.

Si tratta della Torta Paesana, specialità di origine molto semplice e domestica, della quale molti paesi della Brianza rivendicano la paternità e le assegnano il proprio nome. In alternativa, viene chiamata Torta Nera oppure, in dialetto, “Michelacc” (da “mica”, ossia panino, e “lacc”, latte, che ne sono gli ingredienti principali), giocando sull’assonanza con il nome godereccio del Michelasso, il cui scopo nella vita era proverbialmente quello di “mangiare, bere e andare a spasso”.

Nata come dolce pasquale, la Torta Paesana rappresenta pienamente lo spirito brianzolo: pratico, sobrio e soprattutto risparmiatore (diciamo così…). È stata infatti concepita per riutilizzare il pane secco (“posso”) al quale si uniscono latte, cacao, uova, burro e, a seconda della disponibilità del momento e dell’estro del pasticcere di turno, ingredienti quali amaretti, biscotti, uvetta, pinoli, canditi, pan d’anice e financo pere tagliate a cubetti. Cotta al forno e lasciata raffreddare, è ottima per tutte le occasioni: fine pasto, merenda, colazione.

La presenza del cioccolato e di tanti aromi differenti rende non facile l’abbinamento con i vini. Ma abbiamo l’asso nella manica: lo squisito “Merlino”, dell’Azienda Pojer e Sandri di Faedo, in provincia di Trento (Vigneti delle Dolomiti). Un rosso fortificato ottenuto da mosto di uve Lagrein con l’aggiunta di Brandy: nero come l’inchiostro, sprigiona intensi profumi di piccoli frutti a bacca rossa e nera in confettura; e poi iris, violetta, spezie dolci, cacao e vaniglia. Al palato è squisitamente bilanciato tra calore, freschezza, morbidezza e dolcezza.

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Giorgio Vizioli è Associate Editor di Me Gusta Magazine dal 2016. Giornalista e Comunicatore, è dal 1990 titolare dell’Agenzia Studio Giorgio Vizioli & Associati di Milano. È stato Direttore del Centro Informazioni Champagne per l’Italia e nel corso degli anni ha lavorato per numerosi Consorzi di Tutela e Produttori dei settori vitivinicolo e agroalimentare, italiani e internazionali. Nel 2020 ha ricevuto il Premio “Ufficio Stampa di Eccellenza” assegnato dal GUS (Giornalisti Uffici Stampa) Lombardia. Iscritto all’Albo Giornalisti dal 1983, ha collaborato e collabora con diverse testate stampate e digitali, generaliste e specializzate.